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Archive for marzo 2009

Potrei raccontarvi che la sua origine si perde nella notte dei tempi, che la ricetta viene tramandata segretamente da druido a druido e che colui che la beve acquista una temporanea forza disumana…ma io non sono Panoramix e nella mia pozione non ci sono vischio, radici, erbe e olio di pietra…Ma io sono una fattucchiera (così dice qualcuno…) e nella mia pozione metto una polverina scura ricavata dalla pianta Theobroma cacao (Linneo, 1753)… Che vuol dire Theobroma?

Cibo degli dei !

 

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Liquore al cioccolato


 

 

 

1 l di latte

1 kg di zucchero

150 g di cacao amaro

1 baccello di vaniglia (o 2 bustine di vanillina)

250 cl di alcool

 

 

 

 

In una capiente casseruola mettere lo zucchero, il cacao amaro ed i semi di vaniglia prelevati incidendo il baccello nel senso della lunghezza; versare a filo il latte a temperatura ambiente e mescolare con una frusta per evitare che si formino grumi.

Cuocere il tutto a fuoco dolce finché il composto non accenna il bollore.

Lasciare raffreddare del tutto e aggiungere l’alcool.

Si conserva in frigo a lungo.


 

 

 

 

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Certo il nome , in tutta sincerità, tanto simpatico non mi sembra .

Ne avevo sentito parlare solo in televisione nel periodo in cui tutti i canali passavano la pubblicità di una nota marca di insalate imbustate che, fra le tante combinazioni, proponeva “lollo verde e lollo rossa”…..Forza della pubblicità sono andato a cercarla e l’ho trovata, dopo tanti giri, sugli scaffali di un ipermercato  nella sua confezione asettica . L’incontro mi ha lasciato per così dire indifferente ( il primo commento all’assaggio?…lattuga! Nient’altro da aggiungere).

Curiosità appagata. Capitolo chiuso. Mai più frequentati.


 

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L’estate scorsa però, curiosando per il  Naschmarkt , meraviglioso e brulicante mercato storico di Vienna,  fra gli eleganti palazzi in jugendstil dell’architetto Otto Wagner, una folgorazione….

Un banchetto carico di cestini pieni di questi piccoli cespi di insalatina riccia , appena raccolti…..

Verde abbagliante e fascinoso viola insieme a formare un prato di foglie arzille ed invitanti, nulla a che vedere con il ricordo che avevo della lollo depressa e ingabbiata in una banale busta di plastica .


 


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Lontano da quella bell’atmosfera sono comunque riuscito a trovare, in un più modesto fruttivendolo, quel simpatico cestino che tanto mi colpì a Vienna e, in ricordo della speciale mattinata passatain quel mercato, ho preparato una succulenta insalata:

250 gr di petto di pollo in fette non tanto sottili

1 cestino di insalata lollo mista

1 avocado maturo

2 cucchiai di salsa di soia

1 cucchiaio di miele

Timo, menta, origano, pepe

Olio d’oliva

Succo di limone


 


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Ho lasciato marinare la carne di pollo tagliata a pezzi con la salsa di soia, un filo d’olio d’oliva, e le erbe per circa un paio d’ore. Nel frattempo ho tagliato l’insalata dopo averla lavata e asciugata bene.

Ho preparato quindi un’emulsione di olio d’oliva e succo di limone ( nella proporzione di 3 parti d’olio1 parte di limone) sbattendola bene  fino a farla diventare cremosa. Ho aggiunto sale e pepe e l’ho tenuta da parte.   In una padella ben calda ho rosolato il pollo con tutta la sua marinata e, a cottura quasi ultimata, ho aggiunto il miele. Su un piatto ho sistemato l’insalata , l’avocado a fette e il pollo ed ho irrorato il tutto con l’emulsione.

 

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Bella……………

E’ la prima cosa che mi viene in mente.

E’ con lei che volevo inaugurare il nostro blog, con il mio primo amore culinario .

Di lei si è detto e scritto di tutto, ci sono tutt’ora dibattiti aperti e questioni irrisolte. Alla fine però,ci mette sempre tutti d’accordo in ogni momento ed in ogni angolo del mondo da Carrapipi a Kuala Lumpur. E se per prepararla esistono un’infinità di modi e per farcirla una miriade di condimenti, il suo nome rimane ovunque unico ed intraducibile : PIZZA.

Durante il corso degli anni, dopo una esagerata serie di prove effettuate da assoluto autodidatta , sono finalmente giunto alla versione che al momento mi soddisfa moltissimo e che di seguito vi propongo.


350 gr di farina 00

350 gr di farina di rimacinato

2 Cucchiai colmi di zucchero

15 gr di sale

1 cubetto di lievito di birra (25 gr)

½ bicchiere d’olio d’oliva

Acqua tiepida


Misceliamo insieme le farine e lo zucchero. A queste aggiungiamo un bicchiere d’acqua tiepida nel quale avremo sciolto il lievito. Cominciamo ad impastare aggiungendo ancora un altro bicchiere d’acqua. Solo quando l’acqua si è assorbita possiamo aggiungere il sale e ,sempre continuando ad impastare, l’acqua necessaria per ottenere un impasto bello sodo .

A questo punto uniamo l’olio lo facciamo ben incorporare all’impasto e aggiungiamo ancora quel tanto d’acqua necessaria per rendere l’impasto liscio e soffice. A questo punto lasciamo riposare il tutto per circa 3 ore. Quando l’impasto sarà ben lievitato lo sgonfiamo impastandolo di nuovo. Adesso possiamo stendere la pasta sulle teglie e la facciamo lievitare ancore per circa 1 ora e mezza. Trascorso questo tempo siamo pronti per condire la pizza in assoluta libertà, ciascuno secondo coscienza.( Io all’inizio metto solo il pomodoro e solo 5 minuti prima di sfornarla tutto il resto). Per quanto riguarda la cottura posso dire che nel mio forno cuoce a 220 gradi per 25 minuti poi che dire…. Ognuno conosce i suoi polli

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