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Posts Tagged ‘cucina siciliana’

… ossia un concentrato di sicilianità!!!

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Sia chiaro a tutti che sulla “Norma” originale non si discute e non si deve discutere!

Quello che proponiamo oggi è semplicemente un modo diverso per avere gli stessi sapori ma con consistenze diverse.

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Gli ingredienti sono stra noti a tutti, ma ripetiamo quello che abbiamo utilizzato per preparare questo pesto per 4 persone:

3 fette di melanzana fritta

6 bei cucchiai di salsa di pomodoro

30 gr circa di ricotta salata

qualche foglia di basilico

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Per prepararlo?….Tutto insieme appassionatamente nel cutter e via una energica girata finché non si amalgamano tutti gli ingredienti fino a formare una bella crema densa! Una volta cotta la pasta,scolarla e  tenere da parte qualche cucchiaio di acqua di cottura.

Condire la pasta con il pesto aggiungendo, se lo riterrete necessario, l’acqua tenuta da parte.

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Udite! Udite!

Dichiariamo aperta la stagione delle melanzane!

Nel maremagnum delle ricette siciliane e non  che ne prevedono l’utilizzo, per togliere di mezzo l’imbarazzo della scelta, ci siamo affidati alla sorte… e quindi, dopo regolare sorteggio, hanno vinto le polpette di melanzane!!!

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Ingredienti:

1 kg di melanzane

150 g di pangrattato

1 uovo

100 g di formaggio grattuggiato (caciocavallo o grana)

50 g di scamorza affumicata

1 bel mazzetto di menta

1/2 spicchio d’aglio tritato molto finemente ( se ve la sentite)

sale, pepe q.b.

olio per friggere

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Tagliare le melanzane a pezzettoni e farle sbollentare in pochissima acqua per circa 20 minuti oppure, cuocerle al microonde per una decina di minuti.Una volta cotte, scolarle e farle raffreddare in uno scolapasta. Appena sono fredde strizzarle per bene e trasferirle in un recipiente. Schiacciare grossolanamente con i rebbi di una forchetta.

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Aggiungere l’uovo, il formaggio grattugiato e la scamorza tritata, la menta e, se vi piace, l’aglio. Aggiustare di sale e pepe ed impastare bene. Infine aggiungere il pangrattato e continuare ad impastare   finché non è tutto ben amalgamato. Dare forma alle polpette, tuffarle in olio bollente e cuocerle  finché non si sarà formata un bella crosticina. Trasferirle su carta assorbente e servirle tiepide, magari accompagnate da dei pomodorini scottati in padella con olio e aglio.

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Con queste polpettine partecipiamo alla raccolta di Nanny dal titolo “Il cibo in un boccone

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O si odia o si ama.

Non sono concesse vie di mezzo per questo piatto !

Di modi per preparalo, come al solito, ce ne sono centinaia, tutti buonissimi certo, ma questa è la nostra versione… quella cremosa, che avvolge lo spaghetto e non lo lascia più! Attenzione alle macchie però… perché per quanto accorti possiate essere, state certi che almeno una macchia ci scappa sempre!

600 gr di seppie

1 cipolla media

600 ml di acqua

140 gr di concentrato di pomodoro

250 ml di passata di pomodoro

vino bianco

olio evo

sale

Pulire le seppie, eviscerarle, spellarle e, molto delicatamente, privarle delle vesciche d’inchiostro. Tritare la cipolla e farla appassire a fuoco molto moderato, in un tegame con 5 cucchiai d’olio. Aggiungere le seppie tagliate a pezzi e rosolarle delicatamente per qualche minuto; poi aumentare la fiamma e sfumare con mezzo bicchiere di vino bianco. A questo punto aggiungere la passata, il concentrato di pomodoro e l’acqua.; infine rompere le sacche d’inchiostro nella salsa…Regolare di sale e cuocere, a fuoco lento, per 45 minuti circa, finché il sugo non diventa bello cremoso. Lessare gli spaghetti e…………

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Caponata in Sicilia vuol dire estate, sole e melanzane…rigorosamente fritte!!!

In realtà il nome della pietanza deriva dal pesce capone servito nelle tavole dei nobili siciliani con una salsa agrodolce a base di cipolle…nelle cucine meno facoltose il pesce veniva sostituito con gli ortaggi: ecco dunque le melanzane ed i carciofi nella versione invernale.

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Caponata di carciofi

12 carciofi

50 g di capperi sotto sale sciacquati in acqua calda

100 g di olive verdi

400g di salsa di pomodoro fresca

3 gambi di sedano

2 cipolle bianche

1/3 bicchiere di aceto di vino bianco

2-3 cucchiai di zucchero

sale

pepe

olio evo

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Mondare i carciofi, togliendo la maggior parte delle foglie esterne e le punte con le spine; tagliarli a spicchi e tenerli in acqua acidulata con succo di limone per una decina di minuti. Sbollentarli leggermente, scolare per bene e mettere da parte.

In una padella capiente far imbiondire in abbondante olio extravergine d’oliva mezza cipolla tagliata a fettine; aggiungere e soffriggere i carciofi.

Lavare il sedano, tagliarlo a pezzetti e sbollentarlo una decina di minuti in acqua bollente con poco sale. Sciogliere in un bicchiere lo zucchero nell’aceto, preparando così ciò che conferirà alla preparazione il sapore agrodolce tipico di ogni caponata che si rispetti.

Nella medesima padella adoperata per i carciofi far appassire con un po’ di olio le cipolle precedentemente affettate; aggiungere il sedano, i capperi e le olive tritate grossolanamente.

Unire la salsa e l’agrodolce (aceto + zucchero), mescolare per bene; aggiustare di sale e pepe e lasciar cuocere, a fuoco dolce, per circa 10 minuti.

Sistemare i carciofi in una ciotola capiente e versarvi sopra la salsa appena preparata. Coprire e mettere a riposare…Lo abbiamo scritto già qui, ma ve lo ripetiamo “La caponata DEVE riposare, per insaporirsi … più passa il tempo e più è buona!”

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Con questa ricetta partecipiamo alla raccolta di Pan per focaccia dal titolo “Col cappero”.

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Nonostante in città ci sia ogni anno un numero crescente di streghette, mostri ed Halloween Party, la festa dei morti rimane una ricorrenza molto sentita…a Palermo come nel resto dell’isola.

È soprattutto la festa dei bambini che ricevono  i regali che i parenti defunti porteranno in dono nella notte fra l’uno,  giorno di Ognissanti , ed il due Novembre. La tradizione vuole che, oltre ai giochi per i più piccini, i morti lascino un cesto con frutta secca (simbolo di prosperità), biscotti di vario tipo, la pupaccena (statuetta  cava di zucchero, raffigurante una donna o un cavaliere…ma anche un power ranger, una winx e altri “idoli” dei bambini dei giorni nostri) e…squilli di trombe e rullo di tamburi…LA MARTORANA!

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È un dolce tipico della città di Palermo fatto di pasta reale (ossia un impasto a base di zucchero e farina di mandorle), “inventato” dalle monache del  convento della Martorana e realizzato con l’aiuto di stampi in gesso dalle più svariate forme: frutti, ortaggi, panini con la milza e con le panelle…

Nelle settimane precedenti la festa, le pasticcerie si riempiono di pomodori, pannocchie, fragole, castagne e panini di pasta reale ma in diverse famiglie, come nella mia, la martorana si prepara in casa coinvolgendo i bimbi…

1 kg di farina di mandorle

800 g di zucchero a velo

200 ml di acqua

2 bustine di vanillina

2 cucchiaini di miele

coloranti alimentari

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In una ciotola amalgamare la farina di mandorle con lo zucchero a velo, la vanillina ed il miele aggiungendo poco alla volta l’acqua a filo. Impastare energicamente e velocemente  perchè il calore delle mani scioglie l’olio contenuto nelle mandorle,  avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciar riposare mezz’ora in frigo. Foderare le formine di gesso con della pellicola (oppure cospargerle con amido di mais), prelevare un po’  di pasta reale e fatela aderire per bene nella formina, eliminare le eccedenze ed  estrarre delicatamente il dolce forgiato dalla formina facendo attenzione a non romperlo. Ripetere tali operazioni sino all’esaurimento dell’impasto, riporre i frutti di martorana in un luogo asciutto e lasciarli indurire per un giorno o due prima di procedere alla colorazione. Sciogliere i colori con n po’ d’acqua e con dei pennelli  per alimenti procedere alla decorazione della  pasta reale; lasciar asciugare e decorare con foglie, piccioli et c. facilmente reperibili nei negozi di articoli per pasticceria.

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Da Palermo a Catania, da Castelvetrano ad Ispica, da Calascibetta a Marzamemi… “ Di melanzane fritte!” sarà la risposta che sovente vi sentirete dare se un giorno decideste di fare questa domanda…

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Domani, nostro malgrado, “la bella signora”si ritira per lasciar posto all’ Autunno… ed infatti oggi c’è un tempaccio…cielo grigio e pioggia!

Ieri però, dopo un acquazzone notturno niente male, c’era un bel sole caldo che sembrava essere al 15 di Agosto…ispirata dalle condizioni meteo e per salutare al meglio la stagione tanto amata, per pranzo ho preparato…

Fusillotti al profumo d’estate

300 g di fusillotti

1 melanzana grande

15 – 20 pomodorini datterini

un mazzetto di basilico

sale&pepe

olio evo

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Ricettina facile facile…per prima cosa lavare le melanzane, il basilico e i pomodorini.

Dopo di che tagliare le melanzane a dadini e metterle a bagno con acqua e sale. Dopo averle scolate per bene, friggerle in abbondante olio caldo a fuoco dolce. Tamponare i dadini con carta assorbente (o carta del pane) per eliminare l’olio in eccesso e salare.

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Tagliare anche i pomodorini a dadini e fare un bel trito con le foglie di basilico. In una ciotola unire il tutto, amalgamare con l’olio d’oliva, salare e pepare.

Cuocere la pasta in una pentola con abbondante acqua salata ed una volta cotta scolatela nella ciotola con tutti gli ingredienti; amalgamare per bene, se è il caso, aggiungere un filo d’olio e servire.

Pasta2

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Viri chi dannu ca fannu i babbaluci, ca cu’ li corna ammuttanu i balati;

si unn’era lestu a ghiccàricci ‘na vuci, viri chi dannu ca fannu i babbaluci…

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I babbaluci… molluschi gasteropodi di terra …lumache dotate di conchiglia…alimento molto diffuso in Sicilia consumato durante l’estate, precisamente da giugno a settembre. A Palermo è tradizione (nel senso che è tassativo, non si scappa…) mangiare i babbaluci la sera antecedente il festino di Santa Rosalia (14 Luglio), ogni anno non si contano i danni arrecati dalla festività alla popolazione di babbaluci presenti nelle campagne panormite!!

Babbaluci1


I babbaluci

1 kg di lumache conchigliate

1 testa d’aglio

tanto prezzemolo

olio evo

Il giorno prima della preparazione lavare per bene, avendo cura di non rompere i gusci, i babbaluci e metterli a spurgare in un capiente scolapasta che verrà coperto con un grande coperchio per evitare che le lumache possano darsela a gambe…

Il giorno successivo, prendete una pentola grande e distribuite del sale sul bordo (piccolo trucco per evitare la fuga ) e ponetevi all’interno le lumache. Lasciare riposare al sole per circa due ore in modo tale che le lumachine escano fuori dal guscio per via del calore. Infine, cambiare l’acqua e mettere a cuocere per qualche minuto a fuoco lento.

In un tegame far soffriggere, in abbondante olio, gli spicchi d’aglio tritati finemente; regolare di sale e pepe, aggiungere le lumache e abbondante prezzemolo. Lasciare insaporire qualche minuto mescolando spesso.

I babbaluci vanno serviti freddi e si mangiano tirando fuori la lumachina dal guscio con l’aiuto di uno stuzzicadenti oppure… succhiandoli!!!

Babbaluci2

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