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Posts Tagged ‘agricoltura biologica’

Durante la stagione invernale, le formiche facevano asciugare il grano inumidito. Ma la cicala, avendo fame, chiedeva loro nutrimento. Le formiche però dissero: “ per quale motivo durante l’estate non raccoglievi anche tu il cibo?”. Ed ella rispose: “non avevo tempo, cantavo soavemente!”. Esse allora scoppiando a ridere dissero: “ma se cantavi durante le stagioni estive, ora danza d’inverno!”.

La favola mostra che non bisogna trascurare certe cose in ogni circostanza, per non dolersene né essere in pericolo.

Esopo

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E noi di Un filo d’olio, per non ritrovarci nel corso dell’inverno a  dolerci  e rimpiangere i sapori dell’ estate appena trascorsa, da brave formichine siamo corsi ai ripari e ci siamo dedicati alla preparazione di conserve e marmellate.

Quella che presentiamo qui di seguito è stata preparata ad inizio stagione, quando l’ortolano di fiducia aveva raccolto dal suo frutteto delle meravigliose albicocche… Alcune le abbiamo magiate così com’erano altre, la maggior parte, non potevano che finire in un’ altrettanto meravigliosa marmellata.

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Marmellata di albicocche

1 kg di albicocche  bio denocciolate

600 g di zucchero

2 limoni

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Lavare le albicocche, eliminare il picciolo ed il nocciolo, tagliarle a pezzi e trasferirle in un capiente tegame con il succo di limone e lo zucchero. Lasciar riposare in frigo per una notte e l’indomani far cuocere a fuoco dolce, mescolando di tanto in tanto, fino a quando la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza ossia sino a quando mettendone un po’ in un piatto e inclinandolo la marmellata non colerà giù.

Versare, quindi, in vasetti sterilizzati con chiusura ermetica; tapparli e capovolgerli per qualche minuto. Rimetterli in piedi e lasciateli raffreddare coperti prima di riporli in luogo buio e asciutto.

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Non per essere autocelebrativi ma questa qui è davvero una chicca golosa!

Perfetta con i formaggi stagionati, con una tagliata di tonno, con un arrosto di maiale, come ripieno per dei cestini di pastafrolla… insomma, versatile e molto molto buona.

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Composta di cipolle

1 kg di cipolle

200 ml di aceto

300 g di zucchero

50 g di uvetta

olio evo

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Sbucciare ed affettare le cipolle;  in una casseruola far scaldare un filo d’olio ed aggiungere le cipolle e l’uvetta. Quando le cipolle si saranno appassite aggiungere lo zucchero e l’aceto; salare, pepare e lasciar cuocere  mescolando di tanto in tanto finchè il tutto non si sarà addensato.

Versare la composta bollente in vasetti di vetro sterilizzati con chiusura ermetica; tapparli e capovolgerli per qualche minuto.

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… basta poco, che ce vo’?

Bhe, tempo e pazienza!!!

Ma il risultato del lavoro è una polverina magica dall’aroma intenso, dal profumo strepitoso che dona ai piatti quel sapore in più.

Gli impieghi sono dei più svariati: nelle creme dolci, nelle salsine per condire il pesce e/o la carne, nei risotti, nell’insalata, nelle torte e nella macedonia…

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La lista degli ingredienti è quasi inesistente: tanti limoni assolutamente biologici.

Lavare i limoni e, con l’ausilio di un pelapatate, privarli della scorza facendo ben attenzione a non prelevare la parte bianca amarognola. Distribuire le scorze uniformerete  su una placca da forno ed infornarle ad una temperatura di 80° per circa 3-4 ore o comunque finché non risultino ben secche e dure ( ma non bruciate!). Farle raffreddare completamente e macinarle; conservare la polvere così ottenuta ed usarla per rifinire le vostre preparazioni.

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Ricordate quei limoni ?

Li ho usati per preparare il limoncello !

Si dice che questo liquore sia nato nei primi anni del 1900 in una piccola pensione dell’isola di Capri dove una simpatica signora curava un rigoglioso giardino di alberi di limoni con i cui frutti preparava un delizioso liquore.

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La ricetta che ho seguito io è quella della mamma che da diversi anni si diletta a produrre il limoncello con i limoni del nostro giardino.

La preparazione è semplice ma meticolosa ed i “tempi di riposo” un po’ lunghi ma alla fine il risultato è decisamente ottimo!

Facendo una breve ricerca sul web ho scoperto che l’attore Danny DeVito ha apprezzato a tal punto questo liquore da produrlo in proprio con tanto di marchio registrato: “Limoncello Premium Danny DeVito”…Vedi un po’ sto americano!!!

Limoncello

10 limoni gialli (oppure 6 verdi) biologici

1 l di alcool a 90°

1 l di acqua

700 g di zucchero

Lavare con cura i limoni e, con l’ausilio di un pelapatate, togliere la scorza facendo attenzione a non tagliare la parte bianca che conferirebbe al liquore un retrogusto amaro. Far macerare le scorze dei limoni nell’alcool per 20 giorni in un contenitore chiuso e al riparo dalla luce.Trascorsi i 20 giorni preparare uno sciroppo con lo zucchero e l’acqua; far raffreddare del tutto a temperatura ambiente. Filtrare l’alcool accuratamente ed unirlo poi allo sciroppo.

Imbottigliare e riporre in una dispensa a riposare per una ventina di giorni prima di consumarlo.

Si conserva a lungo sia in frigo che in freezer.

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Oltre a sorseggiarlo dopo pranzo o nelle sere d’estate spesso ne aggiungo un po’ alla macedonia,  all’impasto di alcuni dolci o alle creme.

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Regina di molte merende e delle mie colazioni “coccolose”… da qualche anno ho scoperto il piacere di farla da me utilizzando agrumi rigorosamente biologici, come in questo caso: arance rosse raccolte nel giardino di un amico.


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L’elemento che rende speciale questa marmellata è la scorza finemente tagliata ed aggiunta alla polpa delle arance: conferisce un profumo intenso che esalta il sapore degli agrumi.

Marmellata d’arance rosse di Sicilia

1,3 kg di arance

800 g zucchero semolato

1 limone

Lavare con cura le arance e sbucciarle avendo cura di asportare solo la parte arancione della scorza.

Tagliare a filetti la scorza d’arancia e sbollentarla per 5 minuti; scolarla per bene e tenerla da parte.

Tagliare a piccoli pezzi la polpa eliminando i semi e trasferirla in un capiente tegame con il succo di limone. Cuocere a fuoco dolce per 5 minuti ed aggiungere, poi, la scorza sbollentata e lo zucchero.

Mescolare con cura e lasciare cuocere fino a quando la marmellata avrà raggiunto la giusta consistenza ossia sino a quando mettendone un po’ in un piatto e inclinandolo la marmellata non colerà giù.Versare, dunque, la preparazione in vasetti sterilizzati con chiusura ermetica; tapparli e capovolgerli per qualche minuto. Rimetterli in piedi e lasciateli raffreddare coperti prima di riporli in luogo buio e asciutto.

Si presta a molte preparazioni dolci o abbinata ai formaggi ( mai provato con una ricottina di bufala???) ma anche sul pane casereccio con un velo di burro dà soddisfazione.

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