27
nov
09

involtini di pancetta e cipollotti…”le cipollate”

I week end autunnali, complici le belle giornate, cominciano ad animarsi di frequenti passeggiate fuori porta, per rinfrancare lo spirito e godere di quei colori caldi  che l’autunno generosamente ci regala .

Rapiti da queste bucoliche atmosfere lo spirito, l’abbiamo appagato e riempito delle  belle immagini e degli odori della campagna autunnale….ma…magari pensare un po’ anche al corpo? Quel  rumore in lontananza non è chissà quale strano animale…è lo stomaco che comincia a brontolare, capirete…dopo tutto quel camminare…avrà diritto di reclamare un minimo di attenzione o no?

E allora quale migliore occasione per potersi concedere le mitiche “cipollate”, alfa e omega di ogni “arrustuta” ( barbecue) che si rispetti. Si tratta di delicati involtini di sottilissime fette di pancetta con al centro un cuore tenero di cipollotto e primo sale.

Prepararli è semplicissimo :

cipollotti possibilmente sottili , altrimenti si possono dividere a metà

delle strisce di formaggio primo sale

delle fette di pancetta (due per ogni involtino)

Si tratta semplicemente di arrotolare in modo compatto le fette di pancetta attorno al cipollotto e al formaggio e di scottarli sulla brace 5 minuti per lato. Ovviamente danno soddisfazione anche cotti al forno.

17
nov
09

Cialde di parmigiano

E oggi si mangia insalata!

…Certo capisco che non è un gran ritorno ,visti i numerosi giorni di assenza dal blog….

Ma se la serviamo dentro ad una cialda croccante di parmigiano…le cose cominciano a farsi un po’ più interessanti. Che ne dite?

Padella antiaderente di 18/20 cm di diametro

40 gr di parmigiano grattugiato ( per cialda)

Insalata mista (in questo caso c’era spinacino, lattughino rosso ,rucola e songino)

1 pera (suggerisco la varietà kaiser)

Noci

Olio sale e pepe

Spolverare sul fondo della padella una generosa manciata di parmigiano  grattugiato fino ad ottenere uno strato più uniforme possibile.

Trasferire la padella sul fornello e, mantenendo la fiamma bassa, fare sciogliere il parmigiano. Appena sciolto, aiutandovi con una forchetta , sollevate i bordi del disco che si sarà formato e fatelo scivolare su una coppetta capovolta che userete come forma per la cialda.

Nel frattempo condire l’insalata ed affettare le pere. Riempire ogni cialda con l’insalata, le fette di pera ed i gherigli di noce.

 

 

03
nov
09

La festa dei morti…e chi se ne frega di Halloween

Nonostante in città ci sia ogni anno un numero crescente di streghette, mostri ed Halloween Party, la festa dei morti rimane una ricorrenza molto sentita…a Palermo come nel resto dell’isola.

È soprattutto la festa dei bambini che ricevono  i regali che i parenti defunti porteranno in dono nella notte fra l’uno,  giorno di Ognissanti , ed il due Novembre. La tradizione vuole che, oltre ai giochi per i più piccini, i morti lascino un cesto con frutta secca (simbolo di prosperità), biscotti di vario tipo, la pupaccena (statuetta  cava di zucchero, raffigurante una donna o un cavaliere…ma anche un power ranger, una winx e altri “idoli” dei bambini dei giorni nostri) e…squilli di trombe e rullo di tamburi…LA MARTORANA!

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È un dolce tipico della città di Palermo fatto di pasta reale (ossia un impasto a base di zucchero e farina di mandorle), “inventato” dalle monache del  convento della Martorana e realizzato con l’aiuto di stampi in gesso dalle più svariate forme: frutti, ortaggi, panini con la milza e con le panelle…

Nelle settimane precedenti la festa, le pasticcerie si riempiono di pomodori, pannocchie, fragole, castagne e panini di pasta reale ma in diverse famiglie, come nella mia, la martorana si prepara in casa coinvolgendo i bimbi…

1 kg di farina di mandorle

800 g di zucchero a velo

200 ml di acqua

2 bustine di vanillina

2 cucchiaini di miele

coloranti alimentari

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In una ciotola amalgamare la farina di mandorle con lo zucchero a velo, la vanillina ed il miele aggiungendo poco alla volta l’acqua a filo. Impastare energicamente e velocemente  perchè il calore delle mani scioglie l’olio contenuto nelle mandorle,  avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciar riposare mezz’ora in frigo. Foderare le formine di gesso con della pellicola (oppure cospargerle con amido di mais), prelevare un po’  di pasta reale e fatela aderire per bene nella formina, eliminare le eccedenze ed  estrarre delicatamente il dolce forgiato dalla formina facendo attenzione a non romperlo. Ripetere tali operazioni sino all’esaurimento dell’impasto, riporre i frutti di martorana in un luogo asciutto e lasciarli indurire per un giorno o due prima di procedere alla colorazione. Sciogliere i colori con n po’ d’acqua e con dei pennelli  per alimenti procedere alla decorazione della  pasta reale; lasciar asciugare e decorare con foglie, piccioli et c. facilmente reperibili nei negozi di articoli per pasticceria.

Martorana (1)-crop

31
ott
09

Spaghetti con le vongole

Della serie… a volte ritornano…

Siamo praticamente latitanti e questa volta non abbiamo neanche l’attenuante di essere in giro a goderci le vacanze!

Insomma, come si dice dalle nostre parti, siamo presi di abbuttoci siddia!

Speriamo in un Novembre più produttivo e ricco! Intanto, ecco un piatto  di semplice realizzazione e mooolto gustoso…

Vongole

Spaghetti alle vongole

1 kg di vongole

300 g di spaghetti

2 spicchi d’aglio

pepe

prezzemolo

olio

Innanzitutto tenere le vongole a bagno in acqua salata per un paio di ore in modo tale che possano eliminare la sabbia.

Far scaldare in un wok (o in una padella capiente) un filo abbondante di olio con due spicchi d’aglio. Quando l’aglio comincia ad imbiondirsi, aggiungere le vongole  e far andare a fuoco vivo finchè non si aprono.

Intanto in una pentola portate a bollore dell’acqua, salarla e cuocere gli spaghetti. Scolare la pasta al dente e versarla nel wok insieme alle vongole e al loro sughetto; aggiungere un mestolo d’acqua di cottura e lasciare andare a fuoco vivo cosi che l’amido rilasciato dalla pasta renda il sughetto denso e cremoso. Spegnere il fuoco, aggiungere un filo d’olio a crudo, pepe nero, una manciata di prezzemolo appena tritato e servire.

Vongole3

30
ott
09

Il plagio

lupin

…ovvero l’antica arte del qualunquismo…

Se ne è parlato tanto l’anno scorso…se ne è parlato tanto qualche mese fa…se ne riparla tanto in questi ultimi giorni…

A quanto pare la spiacevole vicenda del plagio si ripete…È successo ad Adriano, a Paoletta, ad Alberto, a noi e chissà a quanti altri…

E CHE CAVOLO…ma che piacere c’è a passare le giornate a setacciare la rete per trovare  ricette e foto da rubare/copiare e spacciarle per proprie? Non c’è modo migliore per impiegare il tempo? Mah!

Giusto per ricorlarlo… I testi e le foto di questo blog sono di proprietà degli autori e sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons il che significa che per modificarli, riprodurli, distribuirli, comunicarli al pubblico, esporli in pubblico, rappresentarli è necessario attribuirne la paternità indicando in modo esplicito ed inequivocabile la fonte. L’uso per fini commerciali e pubblicitari è vietato tranne che non venga discusso e concordato con gli autori del blog.

Infine, ecco il link all’iniziativa di Stella di sale

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21
ott
09

Timballino di cous-cous con alici

Potremmo dire che tutto ciò è stato ispirato da uno stile di vita “cheap & chic”, tanto adatto ai nostri tempi…Che abbiamo voluto omaggiare i sapori e gli alimenti semplici di una volta…pesce azzurro, semola…bla bla bla….

Certo, potremmo. Ma la verità è che è un piatto gustoso e veloce che a casa faccio spessissimo, ma capirete che,  dovendo presentarlo nel blog, bisognava  dargli un minimo di tono…”azzizzarlo” per dirlo alla palermitana.

E allora vai di stampino e di alici imbizzarrite…et voilà! Sembra un piatto serio!!!! (…E lo è).

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ingredienti

500 gr di alici

300 gr di cous cous precotto

1 cipolla media

2/3 carote

1 spicchio d’aglio

3 pomodori

50gr di granella di mandorle tostate

scorza di 1 limone

1/2 bicchiere di vino bianco

olio sale & pepe

cous

Affettare carote e cipolla e trasferirle in un tegame. Ricopritele con un velo d’acqua e fatele cuocere a lungo schiacciandole di tanto in tanto con una forchetta finché non si riducono ad una crema. Fare asciugare l’acqua residua, ed aggiungere abbondante olio. Unire l’aglio e farlo imbiondire. A questo punto aggiungere il pomodoro a pezzetti e far cuocere per qualche minuto. Aggiungere ora le alici lavate e decapitate. Sfumare con il vino e coprire il tutto con l’acqua. Aggiustare di sale, chiudere col coperchio e far cuocere ancora per 5 minuti circa.

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Nel frattempo preparate il cous cous (precotto) secondo le istruzioni riportate sulla confezione sostituendo però ¼ dell’acqua necessaria con il brodo del pesce. Quando il cous cous sarà cotto, aggiungere il pepe, la granella di mandorle tostate e la scorza grattugiata di  un limone.Riempire gli stampini premendo per bene e sformare sul piatto. Aggiungere il brodo e le alici.

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02
ott
09

Sapere e sapori con la cultura delle tradizioni

ottobrata

Nata negli anni ottanta dello scorso secolo come mostra/mercato di prodotti tipici, con il passare del tempo l’ Ottobrata Zafferanese è diventata una manifestazione ricca, grande ed importante (addirittra gemellata con l’ Oktoberfest di Monaco di Baviera) che si svolge tutte le domeniche del mese di Ottobre nel centro storico di Zafferana Etnea e che ogni anno attira migliaia di visitatori da tutta Italia.

L’ Ottobrata è suddivisa in quattro sagre (o cinque a seconda del numero di domeniche presenti nel mese di Ottobre) ed ospita innumerevoli stand di degustazione e vendita di prodotti tipici della terra e  loro derivati quali uva, vino, salumi, formaggi, mostarda, miele, mele, fichi d’India, melograni, noci, nocciole, castagne, pistacchi, funghi porcini dell’Etna, olio, olive, conserve, dolci locali (gli sciatori, le zeppole, le paste di mandorla, le foglie da tè et c.), liquori, torroni, frutta secca caramellata e gelati al pistacchio.

Un largo spazio è adibito a zona barbecue in cui vengono cotte alla brace salsiccie, carne di maiale, carne di cavallo, melanzane, peperoni e funghi.

C’è anche un percorso dedicato agli antichi mestieri (scultori del legno e della pietra lavica, pittori di sponde di carretti siciliani, ricamatrici, lavoratori del ferro battuto, pupari…) ormai in via d’estinzione.

Qui il programma della manifestazione…noi ci saremo e voi?

26
set
09

Panini alle olive

Visto che le temperature cominciano ad abbassarsi e visto che, dopo una lunga e calda estate di reciproca indifferenza, abbiamo riallacciato  i nostri rapporti col forno di casa… perchè non cimentarsi con una bella e profumata  infornata di panini?

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1 Kg di farina di grano duro

2 cucchiai di zucchero

1 cucchiaio di sale

50 g di lievito di birra

100 ml d’olio d’oliva

acqua tiepida q.b. ad ottenere  un impasto liscio e sodo

400 g di olive denocciolate

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In una ciotola con 250ml di acqua tiepida fate sciogliere il lievito e lo zucchero.

Aggiungete a pioggia parte della farina fino ad ottenere un sorta di impasto cremoso. Copritelo e fatelo lievitare a temperatura ambiente per almeno due ore.

Trascorso il tempo necessario mettete la farina in una ciotola ed incorporatevi l’impasto lievitato che avete precedentemente preparato. Cominciate ad impastare aggiungendo un po’ d’acqua per aiutarvi. A questo punto unite il sale. Impastate ancora un po’ ed incorporate l’olio e le olive denocciolate. Quando l’impasto sarà bello liscio fate una palla e mettete a lievitare per due ore circa. Trascorso questo tempo, riprendete l’impasto adagiatelo su una spianatoia ed impastate ancora una volta. A questo punto cominciate a dare forma ai panini. Sistemateli man mano su una placca da forno e spolverateli di farina.

Aspettate ancora un’ora circa perché raddoppino di volume ed infornate a 180° per circa mezz’ora.

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23
set
09

Torta di mele (ubriaca)

Cosa c’è di meglio di una  profumata, golosa e confortante merenda per accogliere questa stagione che si è presentata nel più classico dei modi (pioggia a dirotto, cielo pumbleo e vento)?

Se non fosse per un piccolo particolare (chiaramente visibile nella foto qui sotto…) potrebbe sembrare una di quelle torte preparata  da Nonna Papera per i nipotini e  messa sul davanzale a raffreddare…

Dunque, questa è una torta per adulti e non per Giovani Marmotte !

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3 mele

150 gr di zucchero

150 gr di farina 00

1 uovo intero

50 gr di burro

½ bustina di lievito

50ml di latte

100 ml di cointreau\cognac (insomma di un liquore che vi piace)

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Montare l’uovo itero con lo zucchero. Aggiungere il latte il burro fuso e, a pioggia, la farina.

Alla fine aggiungere il lievito , il liquore e le mele tagliate a fette (tenetene da parte un po’ per decorare la torta)

Trasferire l’impasto nello stampo imburrato e decorare con le fette di mela che avete messo da parte. Spolverare con un paio di cucchiai di zucchero la superficie della torta.

Cuocere in forno a 170° per 40 minuti circa. Se ce la fate, aspettate che si raffreddi…è più buona!!!

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21
set
09

Di che profuma l’Estate siciliana?

Da Palermo a Catania, da Castelvetrano ad Ispica, da Calascibetta a Marzamemi… “ Di melanzane fritte!” sarà la risposta che sovente vi sentirete dare se un giorno decideste di fare questa domanda…

Pasta1

Domani, nostro malgrado, “la bella signora”si ritira per lasciar posto all’ Autunno… ed infatti oggi c’è un tempaccio…cielo grigio e pioggia!

Ieri però, dopo un acquazzone notturno niente male, c’era un bel sole caldo che sembrava essere al 15 di Agosto…ispirata dalle condizioni meteo e per salutare al meglio la stagione tanto amata, per pranzo ho preparato…

Fusillotti al profumo d’estate

300 g di fusillotti

1 melanzana grande

15 – 20 pomodorini datterini

un mazzetto di basilico

sale&pepe

olio evo

Pasta4

Ricettina facile facile…per prima cosa lavare le melanzane, il basilico e i pomodorini.

Dopo di che tagliare le melanzane a dadini e metterle a bagno con acqua e sale. Dopo averle scolate per bene, friggerle in abbondante olio caldo a fuoco dolce. Tamponare i dadini con carta assorbente (o carta del pane) per eliminare l’olio in eccesso e salare.

Pasta3

Tagliare anche i pomodorini a dadini e fare un bel trito con le foglie di basilico. In una ciotola unire il tutto, amalgamare con l’olio d’oliva, salare e pepare.

Cuocere la pasta in una pentola con abbondante acqua salata ed una volta cotta scolatela nella ciotola con tutti gli ingredienti; amalgamare per bene, se è il caso, aggiungere un filo d’olio e servire.

Pasta2




Un filo d’olio

unfilodolio@gmail.com

Per segnalare un plagio

 

febbraio: 2010
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